Il nostro progetto

Home for streetchildren

L’associazione di volontariato Home for Street Children ODV è stata creata per sostenere un progetto a favore dei bambini e donne più vulnerabili nel territorio di Mwenga, nel Sud Kivu, una provincia dell’Est della Repubblica Democratica del Congo.
Il progetto è nato grazie alla collaborazione con l’associazione non profit locale ” Msaada kwa Wanyonge asbl” ( in Kiswahili “sostegno alle persone vulnerabili”) creata dalla dottoressa Ilaria Moneta (pediatra) insieme con partners locali, in particolare il Dottor Darock Mukobwela Lukula, direttore dell’ospedale di Mwenga, che ne è Presidente.

 

Descrizione del progetto

Dopo lunghi preparativi, finalmente, il 20 agosto 2024, abbiamo aperto le porte della Maison Msaada, a Mwenga Centre, centro amministrativo del territorio di Mwenga, al primo gruppo di 18 bambini dai 2 ai 14 anni, provenienti in gran parte dalla vicina città di Kamituga. Un buon numero di questi bambini vivevano sulla strada, altri, la maggior parte orfani, vivevano in condizioni di grande negligenza, alcuni affetti da malattie croniche o disturbi del neurosviluppo.

 Kamituga è una città in rapida espansione a causa dello sfruttamento, per lo più artigianale delle miniere di oro, coltan, cassiterite ed altro, che circondano la città e sono numerose in tutto il territorio. Il suolo di tutta la regione di Mwenga è ricchissimo in minerali. Tale sfruttamento, se da una parte arricchisce poche persone, dall’altra causa una grande miseria. Molti bambini restano orfani a causa della morte dei genitori per incidenti nelle miniere, per tubercolosi o HIV (l’incidenza di tubercolosi spesso multiresistente è altissima, ma mancano dati ufficiali). Numerosi bambini sono abbandonati perché i genitori partono per lavorare nelle miniere o nella prostituzione. Molti restano così sulla strada e spesso finiscono per lavorare nelle miniere.
I bisogni, soprattutto a Kamituga, sono immensi; il livello di educazione in tutto il territorio di Mwenga è molto basso. Molti dei nostri bambini tra gli 11 e i 14 anni sapevano a malapena scrivere il loro nome quando li abbiamo accolti nel centro.

Pochi mesi dopo l’apertura della Maison Msaada, oltre ad avere accolto altri bambini provenienti dai vicini villaggi (in tutto sono passati dal nostro centro una trentina di bambini e bambine), abbiamo pure avviato degli ateliers di formazione in taglio e cucito per giovani ragazze madri ed un’attività di follow up di bambini epilettici della comunità. Questi ateliers, che sono adesso al secondo anno di attività, con un corso base ed un corso avanzato, hanno coinvolto pure una trentina di ragazze. I bambini epilettici della comunità che ricevono regolarmente i farmaci e dei controlli medici e psicosociali sono attualmente una decina. Con l’intenzione di raggiungere gradualmente un’autonomia alimentare almeno per i cibi di base (manioca, mais, fagioli), a partire dal luglio 2025 sono state avviate attività agricole su oltre due ettari di terreno (in gran parte affittato, in parte prestato dalla comunità). 

Le difficoltà che stiamo incontrando sono molte, di tutti i tipi, ma, insieme con la comunità locale, crediamo in questo progetto e vogliamo portarlo avanti.

Vorremmo creare anche delle scuole di formazione ai mestieri (falegnameria, lavori artigianali, saldatura etc.) per i giovani a partire dai 15 anni, che sono troppo grandi per essere accolti nel nostro centro, ma che rischiano di finire nella prostituzione, criminalità, e/o lavoro nelle miniere. Questo permetterà loro, a lungo termine, di prendersi in carico e soprattutto di aiutare gli altri nel futuro.

Purtroppo la situazione di crisi umanitaria che vive gran parte del Kivu ed in particolare la regione di Mwenga in seguito all’occupazione di gran parte del territorio da parte delle armate ribelli M23 dall’inizio del 2025, ci ha reso molto difficile anche solo portare avanti le attività di base. Pensiamo pertanto di realizzare alcuni ateliers formativi, sempre rivolti ai ragazzi di strada, nella città di Bukavu, per adesso di assai più facile accessibilità rispetto a Mwenga Centre o Kamituga.

Avremo bisogno del Vostro aiuto per poter realizzare tutti questi progetti, e per poter continuare il lavoro con i bambini già selezionati e dare loro una buona educazione. Abbiamo inoltre spazio per accogliere ancora diversi bambini! 

Il contesto

Mwenga Centre è un grande villaggio, in mezzo a colline coltivate prevalentemente a manioca, situato a ca 40 Km da Kamituga. Si tratta di una regione di foreste, dove il patrimonio forestale è messo quotidianamente a rischio dallo sfruttamento minerario ed agricolo e dala produzione di carbone. 

Kamituga è una città in espansione del Territorio di Mwenga, nel Sud Kivu, una regione ricca di minerali come oro, coltan, wolframite, cassiterite e rame. Molte persone arrivano in città da tutta la provincia e dalle regioni circostanti, in cerca di lavoro, consistente soprattutto nello sfruttamento minerario in gran parte artigianale e nella deforestazione. I minerali vengono estratti con metodi rudimentali e lo sfruttamento di donne e bambini nelle miniere è purtroppo comune: le donne sono solitamente addette al trasporto di carichi pesanti, ed i bambini utilizzati per avanzare in stretti cunicoli scavati nella terra. Gli incidenti mortali sono comuni, spesso in seguito a crollo di un tunnel. Le condizioni di vita nelle zone minerarie e nel centro della città di Kamituga, situata su un importante asse commerciale che collega Bukavu (capoluogo della provincia) alla regione di Mwenga, favoriscono la promiscuità e la prostituzione. L’incidenza di HIV e tubercolosi è particolarmente alta. L’abbandono dell’agricoltura per il lavoro delle miniere porta a una dipendenza dai prodotti provenienti da Bukavu ma le condizioni dell’unica strada di terra che congiunge le due città, che diviene a tratti impercorribile anche alle moto a causa dl fango durante la lunga stagione delle piogge, rende il costo della vita assai caro per i locali, con conseguente malnutrizione e abbandono del focolare domestico da parte dei bambini, in cerca di cibo.

La popolazione dei bambini di strada (orfani, fuggiti di casa, abbandonati, bambini scappati dalla guerra che ha devastato per anni il Nord Kivu, e che dall’inizio del 2025 si è estesa fino ad interessare gran parte nel Nord e Sud Kivu) è in forte crescita soprattutto nelle grandi città dell’Est del Paese (Bukavu e Goma), ma anche nel più piccolo centro urbano di Kamituga, dove la popolazione stimata è di ca. 300.000 abitanti, ma in rapida espansione. Un censimento non è stato fatto in tutto il Paese da molti anni. Al grande numero di bambini abbandonati, orfani, o fuggiti di casa, si aggiungono i numerosi minori che vivono in situazioni di profonda negligenza, inclusi molti bambini affetti da malattie croniche come epilessia e paralisi cerebrale infantile, i quali non possono ricevere cure adeguate a causa degli alti costi di ogni trattamento presso l’ospedale di Kamituga, oltre che alla scarsità el basso livello dei servizi prestati. La mancanza di risorse, di formazione adeguata e di organizzazione dell’ospedale, insieme alla malnutrizione cronica dei bambini e alle cattive condizioni di salute delle madri, contribuiscono a un elevato numero di casi di disabilità del neurosviluppo.

Investire nell’istruzione, educazione e riabilitazione dei bambini è una priorità per migliorare la situazione locale. Tuttavia, i servizi e le risorse disponibili sono attualmente molto limitati, per non dire assenti, in particolare nella regione di Mwenga, che resta isolata dal capoluogo della provincia (Bukavu) a causa delle condizioni della strada e, più recentemente anche della guerra.  La situazione di crisi umanitaria che affligge tutta la regione, pur comportando enormi difficoltà nella prosecuzione quotidiana delle nostre attività, rende la nostra presenza in mezzo alla comunità locale ancora più necessaria. Tale situazione, che causa anche ripetute fughe di massa della popolazione  ed aumento dei rifugiati interni (“internally displaced people”), con il conseguente incremento dei bambini di strada nelle grandi città del Sud Kivu, in particolare Bukavu, ci sta inoltre facendo riflettere su come riorganizzare le nostre attività per venire in aiuto alla popolazione in modalità concretamente realizzabili.