Pisa, 17. ottobre 2025

È passato un po’ di tempo dall’ultima lettera e ci tengo ad aggiornarvi su come procede il progetto e su quello che accade nella regione. 

Mi sarebbe piaciuto molto potervi salutare da Mwenga, ma purtroppo ancora non mi è stato possibile tornarvi, a causa dell’aggravarsi della situazione proprio nella regione dove lavoriamo, dove passa il confine tra territorio occupato da M23 e territorio controllato dai Wazalendo (armate di autodifesa) e FARDC (esercito congolese).

Diverse persone anche locali si stupiscono del fatto che, malgrado la guerra e le enormi difficoltà, ci siamo ancora, a fianco della popolazione di Mwenga, sostenendola come possiamo, e che le porte della Maison Msaada siano ancora aperte.

              

Volevo rassicuravi che le nostre attività continuano e questo nonostante ci siano stati due giorni di sparatorie ininterrotte a poche centinaia di metri dalla casa dei bambini, in seguito a conflitti interni tra diversi gruppi di Wazalendo, che hanno causato diversi morti. Un gruppo di uomini armati è entrato con i fucili puntati nel nostro centro, forzando la chiusura del cancello; hanno frugato dappertutto, ma grazie al sangue freddo di Angelo, il responsabile locale del progetto, se ne sono andati senza fare danni. Dopo pochi giorni, le scuole e i negozi sono riaperti, i morti sono stati seppelliti ed i nostri lavoratori sono tornati. 

Mwenga è purtroppo diventato un campo base per diversi gruppi armati e da là passano e stazionano le truppe che vanno al fronte, situato nei pressi di Kilungute, a ca 80 km in direzione di Bukavu, dove si affrontano gli occupanti (M23) che vorrebbero avanzare verso le miniere di oro di Kamituga, e i Wazalendo. Pare che si stia preparando un conflitto più intenso, e la strada, la route national N. 2, è stata da poco chiusa a camion e moto per operazioni belliche. Già prima della chiusura, che speriamo sia temporanea, altrimenti la popolazione di Mwenga e Kamituga non potrà sopravvivere per lungo tempo, il trasporto di merci da Bukavu a Mwenga era diventato ancora più complicato e costoso, oltre che esposto al rischio di perdere tutto. Ci è voluto un mese perché arrivassero dei sacchi di farina, riso, zucchero e fagioli, acquistati a fine luglio e caricati su un camion che si è rovesciato due volte durante il percorso. Buona parte dei prodotti si sono avariati. È stato uno degli ultimi camion che è arrivato a Mwenga. Ad inizio settembre abbiamo acquistato altre merci, soprattutto scorte di cibo, incluse due macchine da cucire, ma purtroppo le merci sono arrivate solo ad una quindicina di Km da Mwenga, essendo l’ultimo tratto strada divenuto impercorribile per il fango, e recuperarle con la moto e a piedi, con l’aiuto di trasportatori, è stato molto laborioso per Angelo e oltre che assai costoso.

           

Ed ancora dobbiamo recuperare i pedali di due macchine da cucire che sono rimasti da qualche parte lungo la strada, dei quali abbiamo urgentemente bisogno per gli ateliers.

Eppure da gioia vedere i bambini che ancora vanno a scuola (quando è aperta) o che fanno lezione al centro, tutti così concentrati,

     

 

i loro sorrisi quando raccolgono i fagioli dai nostri campi,

o i loro schiamazzi quando giocano a pallone. Jakubo e Wabiwa, un bambino e una ragazzina epilettica che già seguivamo, sono stati finalmente accolti nel centro, per consentire all’uno di frequentare la scuola, all’altra i corsi di cucito, e per assicurare loro migliori cure (erano molto trascurati).

     

Il totale dei bambini è cosi di nuovo arrivato a 20! I bambini e giovani adulti epilettici che seguiamo sono in totale 8, 4 accolti nel centro (inclusi Jakubu e Wabiwa) e 4 fuori.

Gli ateliers di cucito pure continuano con 3 distinti corsi: uno di base per 14 nuove ragazze madre, uno avanzato per le allieve che avevano superato l’esame, e il corso per i nostri bambini. Siamo pure riusciti a vendere alcuni vestiti e uniformi prodotte dalle ragazze, riuscendo cosi a recuperare alcune delle spese del materiale.

     

Le attività agricole continuano nei campi che abbiamo affittato, coltivati a manioca, mais, patate e fagioli. La terza fase di grosso lavoro svolta dai giornalieri (donne e uomini locali che hanno bisogno di lavorare) si è conclusa un mese fa; attualmente sono i bambini che svolgono piccoli lavori di mantenimento. Abbiamo raccolto in questi giorni una buona quantità di fagioli ! Essendo il trasporto di merci divenuto così difficile e costoso, dobbiamo cercare di renderci il più possibile autosufficienti!

     

Nonostante la guerra che imperversa e le grandi difficoltà, gli abitanti del Kivu resistono con dignità e lottano per sopravvivere, senza perdere la fiducia che un giorno le cose possano migliorare. Angelo è riuscito a scrivere e pubblicare una toccante canzone di resilienza, “J’endure encore”, che potete trovare con rispettivo video sul suo canale You tube “Angelo du ciel”.

Approfitto ancora di questa occasione per comunicarvi che ho chiuso la raccolta di fondi su GoFundMe che ci ha enormemente aiutato nei primi sei mesi di attività; per chi vuole continuare a sostenerci, trova sul sito (www.homeforstreetchildren.it) tutte le informazioni.

Vi ringrazio ancora di cuore per il vostro prezioso sostegno!

Un caro saluto

Ilaria

 

La pace è l’unica battaglia che vale la pena combattere